
HUMULUS LUPULUS
LOERTIS, LUERTIS
Per noi bresciani l’erba spontanea per eccellenza è il loertis, detto anche luertis o luertiis.
E’ una pianta perenne che ricorda vagamente l’asparago, rampicante, cespitosa e può raggiungere i sette metri di altezza; può svilupparsi fino a una altitudine di 1200 metri slm a patto che non si trovi in zona troppo umida e ventosa.
Germoglia in marzo-aprile e sono i germogli la parte utilizzata in cucina; in particolare si può apprezzare la parte alta detta “turione”, appunto teneri germogli ricchi di fibre, vitamina A e C, minerali, soprattutto potassio.
RICETTE
RISOTTO AI LOERTIS
Proponiamo un classico risotto capace di esaltare il leggero gusto amaricante del luppolo. Il procedimento è semplice e ricalca la sequenza di ogni altro risotto; a caratterizzarlo la veloce precottura in vapore, per non più di 5/6 minuti dei germogli. Poi via col risotto, con le consuete avvertenze: scegliere un buon riso, meglio Carnaroli o Vialone nano, farlo tostare a fuoco alto per un paio di minuti, senza alcun grasso o con olio o burro, quindi sfumare con poco vino bianco secco e aggiungere brodo vegetale, sale e, se vi piace, un po’ di cipolla che avrete fatto soffriggere lentamente a fuoco basso e a parte (si può anche partire con il soffritto, ma c’è il rischio che durante la tostatura del riso la cipolla si carammellizzi inutilmente). Quando il riso sarà a metà cottura, ovvero dopo meno di 10 minuti, aggiungete il loertis. Tra i 17 e i 18 minuti dall’avvio della preparazione togliete il risotto dal fuoco e mantecate energicamente con una noce di burro e formaggio grana. Lasciate infine riposare con il tegame coperto per tre minuti e servite.